Budapest Artineris è un progetto dedicato all’arte contemporanea che nasce con un obiettivo semplice: rendere più visibile, accessibile e connessa la realtà artistica della città. Dal 21 al 27 settembre 2026 artisti, gallerie, fondazioni, istituzioni, associazioni, curatori e spazi indipendenti sono riuniti all’interno di un unico programma, liberamente consultabile dal pubblico.

Ma Budapest Artineris rappresenta soprattutto un esperimento: è la prima volta che il modello sviluppato attraverso Rome Art Week viene portato fuori dall’Italia, per verificare come un sistema nato e cresciuto a Roma possa adattarsi a un’altra città europea mantenendo i suoi principi fondamentali: partecipazione gratuita, diffusione territoriale, autonomia dei partecipanti, apertura e collaborazione.

Budapest è quindi il primo passo di un progetto che vuole progressivamente creare una rete di città unite da un diverso modo di raccontare e vivere l’arte contemporanea.

Dall’esperienza di Rome Art Week a Budapest

Rome Art Week ha dimostrato negli anni che è possibile costruire una grande manifestazione senza concentrare gli eventi in un unico luogo e senza sostituirsi alle realtà che già operano sul territorio. Il principio da cui partiamo è molto semplice: l’arte è già nella città. È negli studi degli artisti, nelle gallerie, nelle fondazioni, nelle istituzioni, negli spazi indipendenti e nei progetti dei curatori. Non occorre creare artificialmente un nuovo contenitore, ma rendere visibile e mettere in relazione ciò che già esiste.

Budapest Artineris non è quindi una fiera e non dispone di una sede centrale: ogni partecipante mantiene la propria identità, il proprio spazio e la propria programmazione. Le gallerie e gli spazi espositivi possono presentare le mostre visitabili durante la settimana, gli artisti possono aprire i propri studi, i curatori possono proporre progetti, visite e percorsi.

La città stessa diventa il luogo della manifestazione e il pubblico è invitato ad attraversarla seguendo l’arte, costruendo liberamente il proprio itinerario attraverso luoghi conosciuti e realtà che normalmente rimangono fuori dai percorsi culturali più evidenti. Visitare una mostra può diventare l’occasione per scoprire uno spazio sconosciuto; entrare nello studio di un artista permette di conoscere il luogo nel quale le opere vengono concepite e realizzate; partecipare a un tour può mettere in relazione esperienze differenti che, pur appartenendo alla stessa città, raramente hanno occasione di presentarsi insieme.

Questo è uno dei principi fondamentali di Artineris: non portare l’arte fuori dalla città, ma rendere visibile l’arte che nella città è già presente.

Un progetto indipendente per scelta

Budapest Artineris non gode di alcun finanziamento pubblico o privato. Questa prima edizione è stata realizzata grazie al lavoro volontario di chi ha creduto nel progetto e alla disponibilità delle persone e delle realtà che hanno deciso di collaborare.

Non consideriamo questa condizione soltanto una conseguenza della fase iniziale, ma una precisa scelta progettuale. Artineris è stato concepito fin dall’inizio per poter esistere indipendentemente dalla disponibilità di finanziamenti esterni, perché un progetto culturale costruito intorno alla necessità di reperire continuamente risorse economiche rischia di interrompersi nel momento in cui quelle risorse vengono meno.

Abbiamo voluto seguire il percorso inverso: costruire prima una struttura leggera, gratuita, condivisa e sostenibile, capace di continuare a esistere e crescere anche senza finanziamenti. Eventuali risorse future saranno naturalmente importanti e potranno consentire di ampliare la comunicazione, sviluppare nuovi strumenti e migliorare i servizi, ma non dovranno mai rappresentare la condizione necessaria alla sopravvivenza del progetto.

Questa indipendenza rende possibile una crescita che riteniamo, nel tempo, ineluttabile: ogni nuovo artista, curatore, galleria, istituzione, spazio ed evento aggiunge qualcosa a una rete che esiste già e che non deve essere ricostruita da capo a ogni edizione. La sua crescita non dipende quindi soltanto dalla moltiplicazione delle risorse economiche, ma soprattutto dalla moltiplicazione delle persone e delle relazioni.

Un progetto aperto da costruire insieme

Artineris non vuole essere un format chiuso, definito una volta per tutte e successivamente replicato in maniera identica nelle diverse città. È un progetto aperto, che richiede e accoglie la collaborazione di tutti i protagonisti dell’arte contemporanea.

Artisti, curatori, gallerie, fondazioni, associazioni, istituzioni e spazi indipendenti non sono semplicemente invitati a partecipare a una manifestazione, ma possono contribuire alla costruzione del progetto stesso. Una galleria che collega alla propria mostra gli artisti che vi partecipano, un artista che invita altri artisti ad aprire i propri studi, un curatore che costruisce un percorso, un’istituzione che rende visibile la propria programmazione: ciascuna di queste azioni contribuisce ad ampliare la stessa rete.

Non vogliamo stabilire dall’alto quale debba essere l’immagine dell’arte contemporanea di Budapest, ma offrire gli strumenti affinché siano i suoi protagonisti a costruirla.

Anche per questo la piattaforma non è pensata soltanto per comunicare una settimana di eventi: le schede degli artisti, dei curatori e delle strutture, insieme alle relazioni che progressivamente si creano tra loro, costituiscono la base di una mappatura permanente dell’arte contemporanea, destinata ad arricchirsi nel tempo. La manifestazione rappresenta il momento in cui concentrare l’attenzione e favorire gli incontri; la rete, invece, rimane e continua a crescere.

Dalle gallerie agli artisti, dagli Open Studio ai tour

Per questa prima esperienza internazionale abbiamo scelto consapevolmente di concentrare il lavoro soprattutto sulle gallerie e sulle strutture espositive. Era necessario partire da una componente immediatamente identificabile del sistema artistico cittadino, creare una prima rete di luoghi e cominciare a costruire una mappa dell’arte contemporanea di Budapest.

Ma questo rappresenta soltanto il punto di partenza. L’esperienza di Rome Art Week ci ha insegnato che una delle componenti più importanti di una manifestazione diffusa è costituita proprio dagli artisti e dai curatori, ed è verso di loro che intendiamo rivolgere prioritariamente lo sviluppo delle prossime edizioni.

Una partecipazione sempre maggiore degli artisti permetterà di moltiplicare gli Open Studio, aprendo al pubblico luoghi normalmente invisibili e creando un rapporto diretto tra chi produce l’arte e chi desidera conoscerla. Parallelamente, una presenza crescente dei curatori potrà far nascere un numero sempre maggiore di tour e visite guidate, capaci di collegare artisti, studi, gallerie, mostre e spazi attraverso letture e percorsi differenti.

Il pubblico non avrà così soltanto un calendario di appuntamenti, ma molteplici possibilità di interpretare e attraversare il panorama artistico della città.

Una rete destinata a crescere

Budapest Artineris dura una settimana, ma Artineris nasce per essere permanente. Ogni edizione aggiunge persone, luoghi, informazioni e relazioni; ogni nuova città potrà aggiungere un altro nodo alla rete.

Non vogliamo semplicemente replicare Rome Art Week altrove, ma utilizzare l’esperienza maturata a Roma per costruire un modello che ogni territorio possa progressivamente fare proprio, trasformandolo attraverso la partecipazione della propria comunità artistica.

Budapest rappresenta il primo esperimento internazionale e, proprio per questo, il risultato di questa prima edizione non può essere misurato soltanto attraverso il numero degli eventi o dei partecipanti: sarà soprattutto ciò che riusciremo a costruire insieme a partire da essa.

Artineris cresce attraverso la partecipazione e, proprio perché la sua esistenza non dipende dalla disponibilità di finanziamenti, ogni nuova adesione rende la rete più ampia, più utile e più difficile da interrompere.

Budapest Artineris è una manifestazione, una piattaforma e una rete aperta: parte dall’esperienza di Rome Art Week, ma è destinata progressivamente ad appartenere alle città e alle persone che scelgono di farne parte.